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martedì, dicembre 19, 2006
Jingle Bells, Jingle Bells
Jingle all the way!
L'aria natalizia si fa strada. Le città si riempiono di luci, di insegne festose e di simpatici manichini obesi vestiti di rosso, le strade si riempiono di persone allegre in cerca di qualche regalo speciale, e in giro vedi sempre più sorrisi. Salvo poi arrivare al 23 o 24, dove in giro vedi solo gente sudata e spaventata, perchè ancora non ha comprato il regalo che tanto si era ripromessa di comprare.
Io, visto che sono cattivo e odioso, non ho amici e non faccio regali a nessuno. Almeno questa è l'idea che do a molta gente, per cui non smentirò e mi dedicherò a ciò che mi riesce meglio: parlare male degli altri. Ma visto che a Natale siamo tutti più buoni ho deciso che per bilanciare sarò ancora più cattivo.
Ho scovato un blog interessante, insieme al metodo per trovarne di nuovi. Il metodo consiste nel prendere un blog orribile, un post discutibile, aprire i commenti e selezionare quegli imbecilli che anzichè limitarsi all'apprezzare (per carità, de gustibus) il componimento rispondono con un altro componimento facendo a gara a chi l'ha scritto più brutto.
Ho trovato dunque, e per la seconda volta di seguito, il blog di un uomo (cosa alquanto inusuale) dai seri problemi sintattico-logici.
L'iperbolica elefantìasi di Bes (http://battitomedia.splinder.com/) di b4tt1to
Ed eccoci qua. Da una prima occhiata il blog può sembrare (e ripeto, sembrare) un blog qualsiasi. A parte il titolo che è tutto un programma, la scelta dei colori è sobria e il layout, oddio, diciamo che "ci ha provato". Da subito capisco che non è il caso neanche di sfiorare la rotella del mouse, se non voglio rischiare il mal di mare. Scrollbars di qua e di là deturpano quello che poteva essere (finalmente, dopo anni di ricerche) un layout da applausi. Peccato.
I contenuti invece si preannunciano "succosi". Insomma, cosa dovrei aspettarmi da uno che in un commento scrive "Vuoi un barattolo pieno di profumo di copisteria?"? (da magicaga.splinder.com) O questo qui è un disperato venditore di toner per stampante o ha scarso gusto in materia di olfatto. Quello che ci si para davanti è la raccolta delle più o meno sconclusionate poesie di uno che nel presentarsi scrive "Gli asini volano,ma solo di notte", aspettatevi il peggio.
E' il 18 dicembre. Un post scritto alle 4.40 del mattino, forse dopo una notte di bevute a giudicare dal risultato. L'incipit mi serve su un piatto d'argento la battuta.
"La bottiglia
è piena di veleno." - Ecco, bevilo.
Probabilmente, come avevo già ipotizzato, la bottiglia prima era piena di alcool.
"Sono sotto le mattonelle.
Buco le pareti." - O sei l'idraulico che ho chiamato per le macchie d'umidità, o chiamo la polizia.
"Sono il fantasma nell'armadio." - Perchè, l'amante che c'era prima è morto?
"Sudo dal cloroformio.
Non so cosa sia.
Non ne ho idea." - E figurati io.
L'analisi testuale di primo acchito non mi permette di trovare una parafrasi sensata. Mi fa solo pensare alla classica storia dell'idraulico e dell'avvenente padrona di casa. Poi torna il marito, e l'idraulico è nascosto da così tanto tempo nell'armadio che ormai ci sta lasciando le penne.
"Vado negli interruttori.
Accendi la luce." - E la storiella continua. Il marito torna a casa e si insospettisce del buio.
"Non so cosa sia." - La moglie invece dev'essere cieca.
"Devi venire a vedere amoremio.", c'è un cadavere nell'armadio.
"La pioggia ci rallenta i cieli...
riavvolge l' aereoplano
per farci perdere." - Ho interpellato i miei collaboratori e siamo carichi di dubbi. Probabilmente questi sono vaneggiamenti del marito che scopre che la moglie lo tradisce. L'unica cosa certa è che il premuroso autore si prende la briga di sottolinearci in corsivo quale è la cacchiata più grande dell'intero componimento.
Qualche verso più avanti troviamo un complimento che scalderebbe il cuore di qualsiasi donna:
"La tua leggerezza
è un microonde". Quando ho detto alla mia ragazza "il tuo sguardo è un minipimer" lei non l'ha presa bene, ma forse è lei che non capisce di elettrodomestici.
"Alle volte sai,quando non sono felice
apro il secondo cassetto della mia scrivania..."
"e ci precipito.
Chiama un dottore." - E che diavolo di scrivania hai? Quella di Polifemo?
Il post finisce con una frase che per tutti noi ha un profondo valore.
"Non ha più senso".
Categorie: "airbag e simili". Più che airbag, servirebbero dei paracadute. Mi stanno cadendo le... braccia.
Il 17 dicembre parla di allucinazioni da vasca da bagno.
"Aveva gli occhi sapone.
Gli ho chiesto se sapesse piangere." - C'è un modo più semplice per ottenere le bolle, sai?
Uno stralcio dal post del 16, dal titolo emblematico di "Deterrente". Infatti, mi fa quasi passare la voglia di continuare a leggere.
"E quello che tocco
cade tutto a pezzi" - Evidentemente mi stai toccando le gonadi. Questo SI' che è un esempio di poesia toccante!
"Emozione Allergica" è il titolo del 15. Anche qui le battute sono scontate: sì, è la reazione che sto avendo io alla lettura.
Eppure questo post da ambulatorio medico a sorpresa si rivela un post da pronto soccorso ospedaliero:
"Oh,com'è difficile dirtelo.
Com'è difficile.
Ho un pugnale nello stomaco.
Nello stomaco." - In questo passaggio l'autore, pugnalato al ventre, risponde al dottore che gli chiede "dove le fa male?". In alternativa, ricoverato per mal di pancia si vergogna di confessare di aver ingerito un coltello.
Ma alla diagnosi lo aspetta una sorpresa:
"non starnutire ti prego,
non voglio volarmene lassù." - In realtà, lui è solo del muco.
Detto questo mi fermo. Come per contraomundo, che poi magari ci rimane male, passo a riflettere brevemente su ciò che ho visto. Ho già sottolineato la stranezza del trovarmi due volte di seguito a commentare blog di autor di sesso maschile. Non per altro, ma perchè tendenzialmente il blogger depresso e pseudopoetico è una donna di sedici anni, ben più propensa all'elaborare versi vagamente altisonanti di quanto lo sia un pragmatico 23enne uomo che al massimo si sveglia la mattina e dice "andate a cagare tutti quanti". Eppure, eccone un altro che, per scelta o per amnesia momentanea, tralascia le regole semantico-sintattiche della lingua italiana offrendoci un risibile esempio di come l'arte che fece grande il nostro Paese sia morta e sepolta.
Per carità, sebbene io sia un difensore della metrica e delle rime sono capace di trovare poesia anche in altre forme, ma sono quantomeno un accanito difensore del significato. E (chiamatemi pure ignorante e cocciuto) a me quelle "poesie" non hanno trasmesso niente.
Anche se quella dell'idraulico morto nell'armadio ha il suo perchè, potrebbe diventare una barzelletta famosa.
"Nataliziamente" vostro,
Il Satiro Spietato
sabato, novembre 11, 2006
Tanto ormai lo sapete
Sparisco, torno, sparisco ancora...
La mia è, come quella di tutti, una vita difficile.
Ma se mi pesasse, probabilmente starei scrivendo un blog come quelli che io stesso denigro. Per cui, non la uso come scusante. Il punto è che più si va avanti più i progetti e gli impegni presi in passato si concretizzano, si espandono, andando a rubare tempo a quello che un tempo era uno svago settimanale, ora un'occasione che se è mensile è già tanto.
Ma torno sempre, appena ho un momento libero. Mi piace questo blog, mi piace essere cinico. Magari potrei essere cinico un po' su tutto, raccontarvi i fatti miei. Magari vi farei ridere, ma dove è quel senso di soddisfazione nel vedere gli autori da me criticati ribollire nella propria bile perchè qualcuno ha osato mettere in discussione l'arte e la bellezza di quanto hanno prodotto?
Motivo per cui passo subito al nuovo blog. Il titolo è emblematico.
INFINITA TRISTEZZA (http://contraomundo.splinder.com/) di contraomundo
Come già detto. Quantomeno, lo riconosce da solo, forse non c'è nemmeno bisogno del mio intervento.
Quello che troviamo qui è un blog sostanzialmente scarno. Layout standard, niente ghirigori, mira al dunque. Un applauso, è forse il primo che trovo lasciato in condizioni umane.
L'autore è un uomo, dopo tanto tanto tempo. E pare molto incacchiato. Vediamo come si presenta a noi:
"Nome: Contra O Mundo
nasco all'ora di pranzo."
Come il più classico degli stimoli intestinali.
"violentato fuori da un rifugio umido e scomodo." - E' vero che è umido e scomodo, ma chissà perchè la stragrande maggioranza di noi fa di tutto per rientrarci!
"amo solo chi voglio amare, odio tutti....per comodità." - Beh vedi, qualcosa in comune ce l'abbiamo.
Un simpaticone così che tutto potrà scrivere? Cosa avrà da offrire a questo mondo sporco che ha osato estrapolarlo da quel rifugio che tanto odiava ("strattonato per la fronte"?!?... dev'essere il peggior caso di sopracciglia folte che si sia mai sentito!) per farlo crescere e sviluppare "con lentezza" in un altro mondo che odia? Insomma, Puffo Brontolone al confronto dev'essere una specie di clown.
Il primo post è dell'11 novembre 2006. Un novello Leopardi dei tempi moderni in fuga.
"Scappavo via
da Vacchereccia
e non trovai illuminazione" - Se non era un blackout, lamentati col sindaco per la condizione dei lampioni della tua città.
"Io che chiedo alla vita
una manciata di piume
disteso sulla testa" - Insomma la tua più grande aspirazione è un cuscino? Buon per te, non mi pare un obiettivo poi tanto irraggiungibile.
"e madre preoccupata,
non parlarmi nella notte" - Ci credo che sei così nervoso, se hai una madre che non ti lascia dormire abbastanza...
"sarò balordo e anormale" (infatti ora sei normalissimo, eh) "scappando verso Vacchereccia" (ma non scappavi DA Vacchereccia?) [ ... ]
"sono Vacchereccia" (olè)........
"e stò vomitando". Non sei il solo, non temere.
E già si fa il 5 novembre, e con Geloso-Di-TE il nostro signor Vacchereccia sposta la propria tristezza dall'intero all'esterno, attribuendola all'oggetto del desiderio che gli causa una sofferenza talmente grande da doverla condividere con l'Internet. Della serie "mal comune mezzo gaudio".
"Morire all'ascolto
di Parole" - Anche alla lettura si rischia assai. Come ho fatto io, e tutti quelli che hanno visitato la tua pagina.
"unica soluzione
per non (dis)perdere tormenti" - Questo dev'essere lo slogan di una soluzione unica per lenti a contatto. La parafrasi recita infatti: Per meno irritazioni (agli occhi), soluzione unica sodyal!
"per non sentir-si (-mi) solo" - Qualcuno dovrebbe spiegargli che se sbaglia a digitare può anche cancellare e riscrivere. Non deve correggere a lato!
"Triste di ME." - E anche qui, caro mio, non sei il solo, ad essere triste di te.
La terza poesia che troviamo è intitolata Teschio. E' del 26 ottobre e contiene altri elementi interessanti.
"riprendi le paure del mio sguardo" - Cosa sei, il regista di The Blair Witch Project?
"il teschio non trasuda un emozione" - Sfido io. Non ha i muscoli facciali! (allarme apostrofi)
"il teschio non prova dolore" - Sfido io. Non ha i nervi!
"parola come miele a evaporare" - Non so che marca di miele tu compri, ma fossi in te mi farei restituire i soldi.
E per finire, come da tradizione del genere blogpoetico, la solita frase insensata giusto perchè suona artistica.
"asciugami di lacrime."
Concludo la satira dei testi di questo pseudo-poeta, anche se ho ancora qualche sassolino nella scarpa da togliermi. Quello che ho visto qui era il solito scempio della più nobile delle arti letterarie. Oltre che delle gonadi altrui. Insomma, è più di un anno ormai che mi lamento di quelli che organizzano frasi alla bell'e meglio nel tentativo di fare qualcosa che suoni più aulico di una rima "amore - cuore", quei "poeti" che se avessero un dado da 70.000 facce lo userebbero per scegliere a caso le parole da usare, quelli per cui la grammatica è un optional e non solo, anche la semantica.
Rabbrividisco al pensiero di quelli che giudicherebbero "vivo di coriandoli, goliardia cromatica come sale sulle labbra; lacrime d'un passato che forse. non. potrò. più." una frase bella. Beh, se c'è qualcuno me lo dica, la frase è mia e un po' di applausi non mi farebbero male.
Siamo seri, cacchio!!!
Infinitamente triste,
Il Satiro Spietato
sabato, agosto 19, 2006
Rieccomi
Quant'è bello ferragosto che si fugge tuttavia
Vacanze orribili, il peggior Agosto che io abbia mai trascorso. Per una volta che sono completamente libero da impegni e posso godermi la vacanza, fa un tempo terribile che mi costringe a stare in casa per il 90% del tempo. Oggi è uno di quei giorni, e ne approfitto per dare un'occhiata a qualche blog. Da quando ho scoperto la funzione site: di Google, trovare blog adatti a me è diventato ancora più facile. Mi piazzo sul motore di ricerca, scrivo "depressed site:splinder.com" e recupero miriadi di collegamenti a me affini.
Quello che commento oggi è stato scovato con questo sistema. Infatti, il primo post è del 10 agosto e non di oggi, come di consueto.
Fiori di Ossa (http://creaturadelvento.splinder.com/) di DoLL
La prima cosa che mi colpisce è la musica. Sto ascoltando allegramente "Surfin' USA", ma per qualche oscura ragione sembra più malinconica, più angosciante. Oh no, la musica! Presto, presto, dove è il controller di windows media player? Non c'è! Panico. Sono costretto a premere il tasto "Termina" del browser, col rischio che qualche immagine non sia stata caricata del tutto, pur di non sentire quell'orripilante mistura di surf e tristezza.
Fiori di Ossa, dunque. Mi chiedo se li innaffi col midollo. A guardar bene, le ossa ritornano anche più a destra, dove la dicitura Diario D'ossa (lo vendono in tutte le edicole, completo di trapano da dentista per scriverci sopra) si pone come incipit alla descrizione di questo antro di maniacalità.
"39832 bambole si sono rotte ascoltando le mie insane urla..." - Già il contatore lascia presagire che non sarà un'impresa divertente. Manco ho cominciato, e già mi sto rompendo pure io.
E si parte coi post. Il primo, del 10 agosto, da una lettura veloce pare essere dovuto all'elevato tasso alcolico nel sangue. Ipotesi confermata dalla frase "la mia bocca bagnata di vino".
Poco prima di quella frase veniamo a sapere che "Sfiorando le mie palpebre col profumo avresti potuto indurmi il sonno". A me pare più probabile indurre una congiuntivite, in tale modo.
Chi mi conosce sa che contesto chiunque provi l'impellente bisogno di creare poesia ad ogni costo, e ci troviamo davanti ad un'autrice del genere. La concatenazione di frasi insensate, miste a visioni pseudoromantiche come "[nel] l'oro del cielo orientale" o "gli occhi sottili" rendono il tutto imbarazzante quanto il testo di una canzone di Franco Battiato. Certo, c'è chi mi dirà che quella è poesia e io sono un imbecille idiota, ma non credo che ci siano dei significati, sotto quelle frasi, che esulino dallo scenario "scrivo quattro cazzate vaneggianti perchè fa figo".
E sfido a trovarmi la poesia in "Sarebbe stata, la mia notte di vento". Oltre a una virgola a dir poco discutibile, qui si parla di emissioni notturne di gas, è palese! Certo, anche Dante scrisse "ed elli avea del cul fatto trombetta", ma mi permetterete di giudicarli diversamente, no?
"Lasciami piangere adesso.
Lasciami sognare adesso." - E lasciami gridare. Chi sei, Adriano Pappalardo?
"Lasciami cantare" - Ah no, con la chitarra in mano sei Toto Cutugno.
Sempre il 10 agosto un altro post dal significato dubbio ci offre perle di poesia, di cui mi sento in dovere di annoverarne qualcuna degna di un centro di supporto tecnico.
Problema: "Ho le ginocchia sporche di terra e miei occhi sono colmi di cielo".
Causa: Ti stai specchiando nel laghetto.
Soluzione: Alzati, pulisciti e guarda davanti a te.
Problema: "sono sempre qualcuno che non porta il mio nome"
Causa: Hai dimenticato i documenti sul comodino.
Soluzione: Appuntati un badge col tuo nome sulla camicia, o fatti dei biglietti da visita.
Problema: "per me non è rimasta nemmeno una fetta di dolce" o "non ve ne più nemmeno una goccia nel flacone"
Causa: Sei arrivata tardi
Soluzione: Non perdere tempo a scrivere in questo blog!
Problema: "continuo a ridere innanzi a te, nonostante il mio corpo voglia soccombere"
Causa: Sono brutto
Soluzione: Non ce n'è. La tua è una reazione normalissima.
Mi spiace non poter continuare, avevo ancora due o tre idee, ma è sopraggiunto un impegno e devo lasciare il computer.
Mi giustificherò dicendo che, visto che non scrivo da molto, questa è una versione "light" giusto per riabituarmi. Un saluto, il Satiro spietato.
venerdì, luglio 07, 2006
Perchè non ci sono mai? Ecco le doverose spiegazioni
Nonostante io da sempre abbia evitato accuratamente di fornire informazioni sulla persona che si cela dietro queste righe, credo di dovervi spiegare il motivo della mia lunghissima assenza: a breve mi laureo, e sono stato impegnatissimo nella preparazione della tesi e degli ultimi esami, e credo capirete che non avevo nè tempo nè tantomeno testa per pensare a scrivere sul blog. C'è chi mi fa notare che ora che mi laureo sarei più libero, che potrei comunque dedicare un po' di tempo a queste pagine. Forse è vero. Forse avrò solo voglia di staccare il cervello e non pensare più a niente. Non lo so, ora come ora ho le meningi in fiamme e non riesco a pianificare il mio futuro, questo è il motivo per cui, nonostante io scriva una volta ogni due mesi, non mi decido a dire "basta, questo blog è chiuso". Anche perchè si sa, parlare male degli altri, specie se sconosciuti, è il modo migliore per distendere i nervi.
Per cui, vi do appuntamento a quando non avrò più l'impegno gravoso di cui sopra.
mercoledì, aprile 05, 2006
Comunicazione di servizio
Sto attraversando un periodo particolare della mia vita. Voi direte "e che cacchio, ne attraversi uno ogni due settimane", visto che scrivo sempre più raramente. Beh vi do ragione, ma ci tenevo a dire, come sempre, che sono vivo (per fortuna) e che appena tutto passa sono pronto per scrivere ancora.
Anche se una lieve crisi interna mi porta a chiedermi se non sia meglio cambiare strada, abbandonare la satira esclusiva dei blog e spaziare su vari argomenti. Chissà, solo il tempo ci dice cosa succederà.
Un saluto, Il Satiro Spietato
lunedì, marzo 06, 2006
Un'ora passata a scrivere Explorer, al diavolo te e chi t'ha progettato
Un'ora, dico, un'ora che ho passato a scrivere in questo dannatissimo blog e, mentre cancellavo un pezzo, il mio browser ha intelligentemente interpretato un backspace NON come un comando di cancellazione ma come il comando INDIETRO. Un'ora di testo perso per colpa di un programma deficiente.
Chiedo scusa se posto giusto per sfogo, ma per una volta che provo a fare due post in meno di una settimana così da potervi divertire un po', mi ritrovo ad aver sprecato un'ora della mia vita! Vabbè... mi consolo pensando al fatto che le battute che stavo facendo sono ancora valide, le ricordo e le posso riproporre che so, domani, quando mi sarà tornata la voglia di scrivere. Ora sono un po' alterato ed è meglio che mi dedichi a qualcos'altro di più rilassante. Tipo passarmi una fresa sulle gengive.
Un saluto, Il Satiro Irritato.
venerdì, marzo 03, 2006
Rieccomi, rieccomi So che lo dico sempre, ma..
Constatavo il fatto che mi porto sfortuna da solo. Quando mi si prospetta del tempo libero e lo annuncio, accade sempre qualcosa che mi costringe ad abbandonare il blog. Il lato positivo è che se non altro riesco a mantenere la media di un post al mese, vorrei aumentarla ma per ora mi accontento.
Sono felice che alcuni di voi mi abbiano aggiunto ai links nelle proprie pagine così come sono contento che ci sia ancora gente tra i "lettori iscritti" alla mia rubrica mensile di dissacramento della nuova casta sociale dei "bloggers d'alto bordo". E ringrazio chi mi ha mandato in messaggio privato segnalazioni di blogs, continuate così.
Quindi, perchè non dare fuoco (metaforicamente, almeno per ora) all'ultimo blog che ho scovato?
Gaia Zenardi (http://preziosaperlina.splinder.com/) di Preziosaperlina
Uno spettacolo. Non saprei come definire altrimenti l'immagine che sovrasta l'intero blog. Mi ha fatto subito capire che mi stavo avventurando in un antro di follia. In basso a sinistra scorre lentamente la seguente frase: "(Balocchi Infantili)Fermenti di fluidi lirici,ordinati da compositi ghiribizzi perlacei![Tastate la mia stoffa Rintoccante]" E' forse un'anteprima di ciò che troverò in questa pagina così misteriosa? Sono tentato dall'andarmene. Non mi interessa un vino estratto dall'urina di Pavarotti (fermenti di fluidi lirici). Neanche se d'annata.
Il senso del dovere è elevato, e proseguo. A sinistra otteniamo delle informazioni vitali sull'autrice. "“Io sono l’espressiva contraddizione che alimenta il carbone acceso per la seconda volta”" In QUESTO LINK troverete una foto dell'autrice.
I post sono senza data, per cui mi verrà difficile identificarli per coloro che, quando leggono ciò che scrivo, tengono sott'occhio anche il blog originale. Comunque, procedo nel commentare il primo post che vedo. "Mentre, eri distesa su due sedie accostate, ho puntato l’indice contro teste. Girandoti mi hai mostrato lande rossastre. Avvicinata al tuo volto ti ho strappato Pupille." Impallidisco, e sudando mi metto a cercare un po' ovunque. Nella frase, sotto al monitor, sulla mia scrivania e perfino nella cuccia del mio cane. Dove sono finiti gli articoli?!?!? L'indice contro teste? Ti ho strappato pupille? A parte questo stile orripilante, tento di capire quale sia il significato delle frasi. Mentre eri seduta su due sedie, o perchè non sai dell'esistenza dei divani o perchè dovresti dimagrire un po', ho indicato il testimone (teste). Tu, girandoti, mi hai mostrato i genitali forse in segno di disapprovazione. Allora mi sono incacchiata e ti ho cavato gli occhi.
Sebbene io non sia mai stato ad un processo, non sono sicuro che sia una prassi comune quanto descritto dalla poesia. Il post successivo, parimenti deficitario di articoli, ritrae una scena biblica. "Una apostolica stirpe denega Reincarnazione duplice Bazzicando interiora." Gli apostoli negano una doppia reincarnazione. Mentre puliscono il pesce (bazzicando interiora). "Fiutando Olocausto Epoca drizza crude pieghe Suggellate in paghe piaghe." Sentendo odore di sacrificio (o, probabilmente, già presagendo le persecuzioni della seconda guerra mondiale), Epoca, forse una serva, stira i propri vestiti (drizza crude pieghe), sgualciti probabilmente quando si ferì (suggellate ... piaghe). Il fatto che le piaghe siano paghe suggerisce il fatto che Epoca sia una masochista.
Il post successivo inizia parlando di politica. "Presente Fede prezzolata". Il direttore di Rete4 è pagato (prezzolata) per difendere le idee del suo "padrone". Ma l'argomento si sposta sulla difficile situazione dell'autrice: "I carretti vennero a farmi visita,dileggiata per amor dell'analisi" Ovvero: i carretti (metafora forse per i suoi compagni o colleghi) vennero da me a prendermi per il culo (dileggiata) perchè mi piace la matematica. "Sfidai schermi riprodurmi,per amor dei Versi" - Ovvero: decisi di andare in tv. Partecipai al reality "La Fattoria" (per amor dei versi). "Non si fece più vedere Fede.". Perchè La Fattoria è su un altro canale.
Nuovo giro, nuova corsa, nuovo post. "Vivente Horror proiettato in Metastasi inaridite". Sì, anche io ho visto Saw2. "Azzurre le calze che indosso con gambe sospese" - Questa frase denota un'evidente polemica nei confronti delle soubrettes e delle vallette. Se infatti le calze azzurre indica che è fidanzata con un calciatore della Nazionale, le gambe sospese indicano la propensione delle suddette ad aprirle senza alcun ritegno. "nel mio Foro Imperiale" - Ora, per quanto tu possa essere figa, sensuale ed attraente, definire il tuo buco "imperiale" è un po' esagerato. Manco la Arcuri la definirei un foro imperiale, e la Arcuri mi garba assai, eh. "Marciano sulla colonna vertebrale" - Perchè farsi camminare sulla schiena da Rocky Marciano? Hai un debole anche per i pugili?
Mi fermo qui, e tiro le somme.
Sono capitato in un blog assurdo. Si parla di un accendifuoco che ama la matematica, i pugili, gli animali da fattoria e cavare gli occhi agli imputati in un processo. E, tra tutti questi amori, un odio viscerale verso gli articoli.
Stringo le spalle, che ci posso fare. Un saluto, Il Satiro Spietato.
venerdì, febbraio 10, 2006
Oggi giornataccia Giusto un po' di satira generale
Ho passato due ore a scrivere una satira divertente di un blog che poi ho scoperto essere solo un'accozzaglia di testi copiati da altri autori. E non mi è andato giù, per una questione personale vado ad ironizzare sulle creazioni personali. C'è più gusto. L'autore potrebbe prendersela con me oppure ridere con me. Se faccio satira di persone che non possono rispondermi, non provo soddisfazione.
Sono indeciso se aprire un blog parallelo su cui scrivere di tanto in tanto considerazioni su ciò che mi accade e su tutto il resto, senza dover per forza prendermela coi poveri malcapitati che, magari in un momento no, hanno deciso di esternare artisticamente le proprie emozioni. Sebbene io sappia che tra voi lettori almeno il 90% è qui nella speranza di vedermi schernire qualcuno che non vi sta propriamente simpaticissimo, c'è un buon 10% che probabilmente mi legge perchè, satira o meno, mi trova divertente. In fondo, la mia invettiva sui colori del post precedente pare essere piaciuta. Per cui...
Puntatore, mio puntatore La f(r)eccia dell'umanità
Poveri puntatori. Un lavoro un tempo dignitoso. Un puntatore del mouse, così sobrio, fiero, pronto a dirti, con la sua utilissima forma di freccia, chi o cosa stai puntando in quel momento. In fondo, puntatore significa "colui che punta". Non a caso, punta, una punta di freccia. E ne ho visti tanti, eh... quelli che per qualche oscura ragione mettono la doppia freccetta di ridimensionamento finestre, quelli che mettono il punto di domanda (quasi a dire "ma che cazz... ho scritto in questo blog del cacchio?!?"), quelli che mettono il "crosshair" perchè fa tanto figo, magari lampeggiante, e tu lì che ti scervelli per cercare la tua cara, amata freccia bianca mentre una crocetta di pochi pixel ti prende per il culo. E i puntatori a forma di gatto. Nero. Su sfondo nero. Dei geni, quelli che lo adottano. Ti accorgi di dove sta il mouse perchè vedi due occhi azzurri lampeggiare. E ti spaventi. O il puntatore a forma di banana saltellante, a forma di fatina, di farfalla. Non so perchè, i mouse a forma di fatina sono puntualmente a 30 o 40 pixel di distanza dal vero pixel di puntamento (il cosiddetto hotspot). E tu sei lì che magari tenti di stoppare quello stramaledetto midi di Cesare Cremonini cliccando con la tua fatina, e non succede niente, perchè il mouse in realtà sta puntando alla foto dei BackStreet Boys.
Non solo forme strampalate, questi poveri puntatori devono sopportare anche quei fastidiosissimi cosi (perdonatemi il termine, ma dei cosi sono e dei cosi io li definisco) che li inseguono. Ce ne sono di tutti i tipi. Dalle stelline rimbalzanti alle palline rotanti. E per osmosi, anche le mie, di palline, cominciano a roteare quando vedo obrobri del genere. Farfalle che elasticamente seguono ogni mio dannato movimento, scritte di ogni forma e colore, perfino un orologio. Perchè metterli? Non vi siete mai chiesti perchè la Swatch non produce orologi con attorno puntatori del mouse?
Concludo qui il mio sfogo personale in favore della vecchia freccia bianca. Vi invito a segnalarmi altri blog che possono sembrare interessanti e vi avverto che in questo periodo ho del tempo libero. Probabilmente (sempre che io riesca a trovare dei blog degni) scriverò anche più di una volta alla settimana, non mancate all'appuntamento.
Un saluto Il vostro Satiro Spietato
lunedì, gennaio 23, 2006
Anno nuovo, vita nuova Buon 2006, eccovi il primo blog dell'anno
Ci sono. Ho del tempo libero finalmente, e non mi sono dimenticato di voi. Il grande problema di svolgere il mio "lavoro" è che bisogna trovare il giusto equilibrio tra tempo libero, ispirazione e disponibilità di blog che si prestino agli scherni più meschini e alle battute più sagaci. Dopo un periodo di magra durato quasi un mese (contrapposto ad un periodo che di magra ha ben poco, tra cenoni natalizi e non) torno alla ribalta con una bella paginetta passatami da un collaboratore esterno che, ovviamente, rimarrà anonimo finchè nessuno mi pagherà per svelarne il nome.
¨°¤ Arden _ Obscure Pourpre Ange ¤°¨ {v 6_0} † LOVE NEVER DIES Light and Darkness † (http://theburning.splinder.com) di ZsuZsa
Chi di voi mi segue da più tempo avrà una sensazione di nostalgia. Mi ricorda i bei blog pseudo-poetici un po' dark un po' depressi, ghirigori di qua, riflessini di la, vocaboli particolari sparsi sul template come peperoncino su un piatto di ristorante messicano. Non so da dove cominciare! E' tutto così pomposo! Vado a naso, mi fiondo direttamente sui post. E' il 22 gennaio.
"Pagato il Raduno. Così venerdi e sabato prossimi rivedrò ancora tutta quella gente, pur sapendo che il 90% buono parla di me come la peggiore vacca mai esistita sulla faccia della Terra". Non sapevo andassi ai raduni aziendali della Granarolo. Certo, non tutte sono al livello della Lola.
Ma questo è niente, era solo per riscaldamento. Superate le "Gocce di memoria" che Giorgia ci canta al post del 18 gennaio, troviamo scritto: "Ieri sera guardavo per l'ennesima volta La Finestra di Fronte". Finchè non si sono affacciati e ti hanno detto "aò, ma che ca**o hai da guardare?". Non hai altri hobbies? "RAZIONALIZZARE. Si, cazzo. Devo riuscire a fare come mi diceva e razionalizzare il più possibile" -forse era il tuo prof di analisi numerica- "così che la Vista torni chiara e limpida". Hmm non so quanto trasformare 1/√2 in √2/2 possa migliorare i tuoi occhi. Secondo me è solo che la finestra che stai guardando è piuttosto sporca.
Ma spostiamoci a sinistra, nei trafiletti introduttivi. La Sacerdotessa dalla Luna Blu. Vorrei leggere direttamente questo visto che il paragrafo sovrastante, "Sinner Angel", non è umanamente comprensibile. Giudicate voi. "Sei la mia sete e ciò che deve saziarla" [...] "Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa?". Forse un bel frullato di femore? E da quando in qua "in essa si distrugge come l'Acqua nel Fuoco"? Al massimo l'acqua nel fuoco ci evapora, ma solo se c'è una pentola di mezzo. Ma passiamo al paragrafetto descrittivo dell'autrice. Qui si trova una frase dalle migliaia di interpretazioni possibili. Col dizionario alla mano, vi elenco i vari significati per la frase "Eburneo e morbido incarnato". Finchè eburneo può voler dire bianco, in quanto d'avorio, e incarnato può voler dire carnagione, non c'è nulla da eccepire. Ma quando eburneo significa d'avorio, non mi pare più tanto morbido, e sebbene incarnato possa voler dire anche di colore rosa, il che mi va in contraddizione con eburneo, può anche voler dire "penetrato nelle carni", a mo' di unghia poco curata. Per cui, sommando tutti i significati, mi viene in mente una zanna rosa d'elefante infilzata nell'autrice. Bella descrizione. "reso più niveo dall'oscurità tetra dei lunghi capelli". Ecco un altro aggettivo strausato dalle pseudoartiste con poca fantasia. Niveo o nivea. Ora, o il 90% degli scrittori qui su splinder fa uso ed abuso della famosa crema per il viso, o hanno comprato la versione demo del dizionario multimediale dei sinonimi e dei contrari. D'altro canto, la ripetizione "oscurità tetra" mi fa pensare a come possa un'oscurità essere, che so, luminescente. A meno che, in preda a crisi di grecismo acuto, non abbia inteso "tetra" come "quattro". Per cui, ora, vedo l'autrice come un elefante rosa, con una zanna piantata al contrario, con la faccia cosparsa di crema per il viso e la testa ornata da solo quattro capelli neri e lunghi. E ti lamenti se ti danno della vacca?
Piccola pausa di riflessione Le manie scrittorie di questi tempi
I colori. Cosa avranno fatto di male, poveracci. Non esiste categoria peggio trattata dei colori. Il nero, questo povero nero, così orgoglioso, fiero, dal suo aspetto forte, cupo e un nome così sobrio. NERO. Come Nerone, in latino, se vogliamo anche farci fighi. Ribattezzato corvino da qualche pazzoide che, nella sua originalità, aveva magari anche fatto qualcosa di buono. Ma seguito poi dalla massa urlante di scrittori da strapazzo e imbrattatori di pagine virtuali. Corvino. Prima si diceva "guarda, quel corvo è nero!". Adesso si dice "guarda, quel colore è corvino!". E il bianco? Il bianco no, non è più bianco, adesso è eburneo, è niveo, è albino. E se sei di Torino che squadra tifi? I niveocorvini? Ma vai a cagare! Il nero violino non è uno strumento musicale scuro, no, è un colore di capelli. La gente non sa più che scrivere. Devi descrivere una ragazza mora? I suoi capelli sono nero violino. Devi descrivere una ragazza bionda? Sempre nero violino! E che diamine! Perchè suona "figo", ah, nero violino, senti com'è musicale! Eburneo! Ullallà, gonfia la bocca più di una lattina di cocacola! Invece nero, poveraccio, nero è così "out", o bianco, bianco è poco fantasioso. Ma cacchio! Bianco E' il suo nome!
Perchè non chiamare il verde "erboso", il blu "marino" (mi sa che è stato già fatto)? Il rosa, chiamiamolo "color checca", il beige resta beige perchè à la française è chic di suo, qualcuno ha idee per il marrone? Nessuno si propone per il marrone? E l'uomo medio, che, dopo millenni vissuti a sedici colori distinti, si era appena evoluto riuscendo ad ammettere l'esistenza di colori come il "pesca", l'"avano", il "bianco sporco", non può far altro che suicidarsi.
E io che sto ancora aspettando un incendio in Toscana per capire che cacchio di colore è Terra Di Siena Bruciata.
Niente da dire ormai. Quello che un tempo si chiamava spettro dei colori, ora più che uno spettro mi pare un fantasma.
Torniamo a noi Che dire, dopo questo sfogo si è fatto tardi e non ho più il tempo di proseguire la mia critica verso il blog in particolare, anche se mi sono permesso di lanciare un'invettiva contro l'intero mondo di cui sono un fiero antagonista. Ci vedremo la prossima volta.
Un saluto, Il Satiro Spietato.
P.S.: avete presente la pubblicità dello shampoo col bambino che dice "ci vogliono tanti marroni per fare il colore della mia mamma"? Alzi la mano chi di voi non ha mai avuto la tentazione di rispondergli "perchè la tua mamma è un pezzo di merda, tesoro". Scusate ma questa battuta la tenevo dentro da troppo.
sabato, dicembre 24, 2005
Buon Natale E felice anno nuovo
A dire il vero volevo intitolare questo post "Buon Natale, maledetto animale", per citare il sempreverde "Mamma ho perso l'aereo". Poi ho optato per qualcosa di più tranquillo.
Il satiro, che sarei io, augura buone feste al suo mucchietto di lettori affezionati e non. Godetevi le vostre vacanze! E che Babbo Natale porti a tutti del carbone, perchè siamo stati tutti cattivi.
Quand'ero piccolo per farmi uno scherzo i miei parenti mi avevano regalato del carbone. Ora non ricordo se fosse di quello di zucchero, commestibile, fattostà che appena ho visto il carbone ero scoppiato a piangere anche perchè credevo che quella fosse una scatoletta di Lego. Sarà per colpa di quell'episodio che sono diventato così... hehehehehe... mi vendicherò...
Beh, a parte questi vaneggi nostalgici, auguro a tutti voi un felice 2006 e già che ci sono anche un felice 2007, nel caso mi dimenticassi di farvi gli auguri l'anno prossimo.
Un saluto natalizio, Il Satiro Spietato
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